Sumário
Folheto do drama para música La finta pazza (1735)
Ano
1735
Localização
Biblioteca Geral da Universidade de Coimbra (Misc. 483)
Impresso
Lisbona Occidentale, nella oficina di Giuseppe Antonio di Silva, 1735

La finta pazza , dramma per musica, da rappresentarsi nel Carnovale di quest' anno 1735, nel palazzo reale di Lisbona, posto in musica da Francesco Antonio d' Almeida.

 

 

 

Lisbona Occidentale, nella oficina di Giuseppe Antonio di Silva, 1735.

 

Con le licenze necessarie.

 

 


 

Argomento

Nel presente dramma (in cui s' è mutato qualchè senso, e molte cosette si sono aggiunte, ed altre scemate, per diverse circonstanze) si finge, che trovandosi in Firenze un giovine romano, chiamato Florante, s' invaghi d' una donzella, per nome Delfa. Mà dovendo quello tornare in Roma, si risolse Delfa fuggir con lui. Quindi partendosi di notte tempo, ed avvedendosene il fratello di questa, li tenne dietro con seguito d' altri parenti. Perlochè Florante diffidandosi di resisterle, si salvò con la fuga: onde presa Delfa, e riportata à casa, comiciò à soffrir tutto giorno dal fratello mille maltrattamenti. Giunto in tanto Florante in Roma, e credendo Delfa già morta dal fratello, procurò congiungersi in matrimonio con una donzella romana, chiamata Corinda, allevata

 


 

sotto la tutela di Pandolfo, governatore dell' ospedale de Pazzarelli, e le fù dà questo promessa. Frattanto Delfa, non potendo più soffrire quei strapazzi, fuggí di nuovo, e portatasi in Roma, si finse matta, e fù messa in quel medesimo ospedale. Era similmente amante dell' accennata Corinda, un tal Dorino, giovine astuto: perciò, avendo saputi i passati amori di Delfa con Florante, s' ingegnò di farle uscir dal cuore Corinda; quantunque questa coll' ajuto di Lindora, giovinetta sua amica, procurasse di effettuare le nozze con Florante. Tornando dunque questo alli suoi primieri affetti, sposo Delfa, e Corinda fù sposata da Dorino.

La scena si rappresenta in Roma nello Spedale de Pazzarelli.

Qualchè parola costumata in simili componimenti, come Dei, fato, ò altra somigliante, ad altro non si attribuirà, che ad un semplice ornamento poetico: non presumendo l' autore  d' esorbitare da i limiti di vero cattolico.

 


Interlocutori:

Pandolfo, guardiano de pazzarelli, tutore di

Corinda, sua pupilla

Lindora, confidente di Corinda

Delfa, finta pazza, inamorata di

Florante, destinato sposo di Corinda

Dorino, giovine astuto, invaghito di Corinda

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