- Sumário
- Folheto do drama para música Armida abbandonata (1773)
- Ano
- 1773
- Localização
Biblioteca Geral da Universidade de Coimbra (Misc. 567); Biblioteca Nacional de Portugal (L. 5615 - P)
- Impresso
- Lisboa, régia oficina tipográfica, 1773
Armida abbandonata
Armida abbandonata
Dramma per musica da rappresentarsi nel Reale Teatro dell'Ajuda in occasione di festegiarsi il felicissimo giorno natalizio di sua Reale Maestà L'Augustissima Signora D. Marianna Vittoria Regina Fedelissima nella Primavera dell'anno 1773
Nella Stamperia Reale
Com licenza del Regio Tribunal Censorio
Argomento
1i risaputo argomento dell’Armida dell’ immortale autore della Gerusalemme à somministrato il fondamento al presente dramma. Questo stesso soggetto si vede da molti trattato: nell’ adattarlo però al teatro, ognuno ne à variato a suo modo le circostanze, fingendo l’ azione altri in Damasco, altri, parte nell’ isola, e parte anche in quella reggia, ed altri in un palazzo in riva del mare nelle vicinanze del campo di Gofredo, convenendo tutti che, laddove in quell’ isola si fusse finta interamente l’ azione, appena sarebbe stato capace il soggetto d’ un piccolo componimento, stante il ristretto numero degli attori. Noi dunque, con più verisimiglizznza, abbiamo scelto per luogo dell’ azione il castello d’ Armida, circondato dal lago navigabile, descrittoci dallo stesso Torquato in poca distanza del campo. E siccome è noto che colà la maga tenesse ristretti i guerrieri del campo latino, e fra quelli anche Tancredi, il quale, andando in cerca di Clorinda, fu ivi per inganno trattenuto; così per dare un giusto tomo al dramma, si è finto, che là giungesse ancora Erminia, la quale, facendo uso delle spoglie di Clorinda, fu, secondo il Tasso, la cagione della prigionia di
Tancredi. La venuta di Ubaldo e Carlo (qui chiamato Dano) è condotta sul fare dell’ originale. Si è finto che nel giorno istesso dalla fiuga auesse Rinaldo eseguito il taglio della selva incantata, posta sulle spiagge del lago, pel cui motivo era stato richiamato da Gofredo; aceoppiandosi in un sol giorno e questa e quell’ azione con anacronismo insensibile; ad oggetto d’ esporre verisimilmente in un sol dramma spettacoli così interessanti. Crediamo che i più delicati non abbiano a disgustarsene, se vogliono riflettere che il principe degli Epici latini, senza le limitazioni del Teatro, non ebbe difficoltà d’unire tempi più disparati nelle persone d’Enea e Didone. Comincia l’ azione dal combattimento di Tancredi e Rambaldo sul ponte del castello.
L’azione è nel castello d’Armida posto sul lago, e nelle sue vicinanze.
Mutazioni di scene
Nell’atto Primo
Veduta interna del Castello d’Armida con porta d’ingresso, e ponte levatojo, che corrisponde alle vicine campagne.
Delizioso Giardino nell’interno del Palazzo d’Armida, sparso tutto di vaghi fonti, e di statue di genj, e ninfe, che scherzano intrecciati tra festoni di fiori. In prospetto si veda da lontano parte del maestoso Palazzo, e nel piano d’avanti alcune fontane, che si transformano in mostri.
Per il Primo Ballo
Atrio, che introduce ad un’orrida prigione, in cui sono ristretti diversi Guerrieri, quale si transforma nel suddetto.
Nell’atto Secondo
Ritiro boschereccio presso la Reggia d’Armida.
Luogo sotterraneo sotto il Castello d’Armida.
Piazza avanti il rotondo, e ricco edificio d’Armida, adorno di varj ordini di logge, e porte, d’Ingresso, circondato dalle acque
del’lago, com palischermo pronto per la partenza di Rinaldo.
Per il Secondo Ballo
Bosco.
Attrio, in cui si vedono erette le geste d’Ercole.
Nell’atto Terzo
Spiaggia di lago alle falde d’un forto bosco, fra le cui acque in lontano si vegga la situazione ancor fumante, ove era il maestoso Palazzo d’Armida.
Parte interna dell’incantata selva. Innanzi a sinistra vedesi il famoso Mirto foltissimo: a destra nel fondo il fiume, e ponte d’oro, per cui si entra nell’accennata selva.
La muusica è del celebre Jommelli, maestro di capella, pensionario all’attual servizio di S. M. F.
Le scene sono d’invenzione del sig. Giacomo Azzolini, architetto teatrale all’attual servizio di S. M. F.
Le machine e decorazioni sono del sig. Petronio Mazzoni, machinista all’attual servizio di S. M. F.
Li abiti de’ virtuosi cantanti sono d’invenzione e disegno degl’ Eredi Mainino, di Milan. Quelli delli Cori e delle Danze, del sig. Paolo Solenghi, all’attual servizio di S. M. F.
Attori:
Armida, principessa di Damasco amante di
Il Sig. Giambattista Vasques
Rinaldo, principe del campo di Goffredo, prigioniero d’Armida ed amante della medesima
Il Sig. Carlo Reyna
Erminia, principessa di Antiochia, amante di Tancredi, di cui vai in traccia vestita com le armi di Clorinda
Il Sig. Giuseppe Orti
Tancredi, altro principe del campo di Goffredo, innamorato di Clorinda
Il Sig. Luigi Torriani
Rambaldo, cavalier di Guascogna , ribellato da Goffredo, per seguire Armida, ed amante di essa
Il Sig.Giovanni Ripa
Dano, cavaliere spediti da Goffredo per ricondurre Rinaldo al campo
Il Sig. Giuseppe Marrocchini
Ubaldo, cavaliere comme sopra
Il Sig. Giuseppe Romanini
Coro di Ninfe
Coro di Mostri
Tutti virtuosi della Real Capella di S. M. F.
Li balli sono d’invenzione del sig. Francesco Sauveterre ed eseguiti dalli seguenti:
Sig. Pietro Colonna
Sig. Tommaso Zucchelli
Sig. Benedetto Lombardi
Sig. Paolo Orlandi
Sig. Giambattista Flambò
Sig. Niccola Midossi
Sig. Teofilo Corazzi
Sig. Carlo Vitalba
Sig. Francesco Zucchelli
Sig. Luigi Bellucci
Sig. Luigi Bardotti
Sig. Maurino Zucchelli