- Sumário
- Folheto de Il trionfo della virtù (1728)
- Ano
- 1728
- Localização
- Biblioteca do Palácio Nacional de Mafra (2-23-3-19)
- Impresso
- Lisbona Occidentale, nella Officina della Musica, 1728
Il trionfo della virtù , componimento poetico di
D. Luca Giovine, cantore nella Real Basilica Patriarchale di Lisbona.
Posto in musica da Francesco Antonio d' Almeida, compositore della medema.
Dedicato all' eminentissimo e reverendissimo signore
D. Giovanni da Motta, cardinal presbitero di S. Chiesa, etc., dal Collegio de Cantori Italiani della Real Basilica Patriarchale, della maestá del Ré di Portogallo, nella sua esaltazione al cardinalato.
Lisbona Occidentale, nella Officina della Musica.
Anno 1728.
Con le licenze necessarie.
Eminentissimo e reverendissimo signore
Quella eroica bontà, che in grado si eminente nell' Eminenza vostra si scorge, e che ci hà animati, ad offerirgli questo picciolo componimento in attestazione del molto, che dobbiamo all' eminenza vostra come
nostro protettore, che con affetto paterno ci hà sempre trattati, ed amati; sarà quella stessa, che le suggerirà à compatire il nostro ardire, e quel medemo amore con cui sempre s' è degnata onorarci, farà che l' Eminenza vostra benignamente gradisca questa picciola dimostranza, che con attestati di vera divozione le tributa il nostro ossequio. Solo dunque resta dè supplicarè l' Eminenza vostra di degnarsi perseverare di favorire colla sua efficacissima, ed amorevolissima protezzione coloro, che umilmente, e per sempre si sottoscrivono.
D. V. E.
Humilissimi, divotissimi, ed obligatissimi servi,
i cantori italiani della Real Basilica Patriarchale
Protesta dell' autore
A chi legge
Ben mi accorgo, savio legitore, che in leggendo quèsto picciolo, e mal formato componimento, t' incontrerai in mille sciapitezze, e già parmi di vederti a quèsto fine armare la tagliente forbice della tua critica; mà nò, sospendi per quèsta volta, e sappi che come saggio devi compatir colui che si dichiara solamente cantore per professione, e poeta per puro genio. Se poi sarai ignorante delle dolcezze di Elicona, e vorrai censurarmi d' insipido, ti risponderá per me quell' adagio, che «Caecus non judicat de coloribus»; mà se sarai cortese di compatirmi per una volta, mi darai motivo che per molte io mi taccia. Infine, se osservarai qualche parola che a te sembri non aver vero sentimento di cattolico, t' inganni, bastando raccordarti che colui che s' hà presa la licenza di comparir poeta, puole, anzi deve avvalersi della licenza poetica nella vaghezza d' termini. Vivi felece.
Interlocutori:
Virtù
Giustizia
Invidia
Fama
Tebro
Tago
Coro