Sumário
Folheto da serenata Gl' amorosi avvenimenti (1722)
Ano
1722
Localização
Biblioteca Geral da Universidade de Coimbra (Misc. 417)
Comentário
Trata-se de uma edição diferente da do folheto da Biblioteca do Palácio Nacional de Mafra, com diferenças tipográficas notórias.
Impresso
Lisbona Occidentale, nella oficina di Pasquale da Silva, 1722

Gl' amorosi avvenimenti , serenata fatta cantare il di 24 Giugno 1722, nel real palazzo di Lisbona, per la festività del nome della sacra real maestà di Giovanni Quinto, Rè di Portogallo.

 

 

 

Lisbona Occidentale, nella officina di Pasquale da Silva, stampatore di sua Maestà.

1722

Con le licenze necessarie.

 

 


Personaggi:

Pane

Appollo

Dafne

Dorina

Eco

Clitia

Narciso

 


 

Argomento della favola

Sono quì adunati diversi avvenimenti di coloro, che secondo le favole, per cagione d' amore furono mutati in altre forme. Dafne fuggendo da Appollo, che l' inseguiva, giunta alle sponde del fiume Peneo, di cui nacque, non potendo più oltre andare pregò il padre di soccorso, dal quale fu cangiata nell' arbore dell' Alloro. L' istesso succedette a Dorina, ninfa, che insidiata da Pane, dio de pastori, per pietà de Numi fu convertita in Canna, di cui il medesimo Pane fece poi la sua Zampogna. Clitia fu amata altre volte da Appollo, ma poi abbandonata per Calliroe, di che sentí gelosia cotanta, che scoperto l' amore di questa ninfa al padre suo, fu cagione, che l' uccidesse. Nè ciò giovolle punto con il suo amante, che anzi oltremodo sdegnato, nolla volle

 


più riguardare, onde Clitia dolendosene disperatamente, alla fine ne divenne un fiore, che per aggirarsi continuamente al sole, venne chiamato Elitropio. Narciso dispreggiatore di tutte le ninfe, e specialmente di Eco, che teneramente l' amava, per vendetta d' amore s' invaghi della sua forma medesima da lui veduta in un fonte, e tant' oltre andò questo deliro, che lo condusse a gittarsi nell' acque, donde uscí transformato nel fiore del suo nome. Ma Eco tratta dalla disperazione e dall' amore, tanto si dolse e gridò tanto, che alla fine perdendo la sua figura ne divenne nuda voce, la quale retinendo ancora lo stesso nome si chiama Eco.