- Sumário
- Carta para Jommelli (30 de Outubro de 1770)
- Ano
- 1770
- Biblioteca/Arquivo
- Arquivo Nacional da Torre do Tombo
- Cota
- AHMF - Casa Real, Livro 2996, ff. 28v-29
30
Para Jommelli
Riveritissimo Signore e Padrone Colendissimo
In un solo ordinario ho ricevuto tre sue carissime lettere de’ 18, 25 settembre e 2 ottobre prossimi passati, e con queste tutta la desiderata musica della Semiramide, che punto non dubito della sua perfezzione, riserbandomi a suo tempo di dargliene giuste relazioni.
Ad effetto che lei viva quieto, e sicuro, io gli avviso che qui la sua musica si studia, si gusta, e gli si dà quella dovuta, e giusta espressione, che lei si eccelentemente compone, e marca. Le prove sono molte quelle che io faccio fare, e la diligenza del Signor Maestro Giovanni Cordeiro è instancabile. E per sua maggior consolazione gli notifico, che tempo fa Sua Maestà essendo all’opera mi disse – Quanto goderei, che il Jommelli fosse qui presente, e che sentisse così bene e seguire la sua musica! –
Non cesso di raccommardargli la spedizione dell’opera dell’ Ezio, approvando l’intrapreso suo stile di mandare i suoi componimenti di mano in mano che li va terminando. Con questa esatta sua diligenza, e puntualità (che tanto io stimo, ed aggradisco) lei sempre più si acquistarà la benevolenza di Sua Maestà nostro Augustissimo sovrano, e m’impegnerà a doverlo ancor più proteggere, e procacciargli vantaggi.
Presentai li rispettosi ed umili suoi uffici a Sua Maestà Fidelissima, che con ecceso di clemenza gli aggradì.
Da una delle dette sue lettere rilevo il nuovo impegno a cui lei mi dice esser vicino, col dover comporre un’altra opera per il Teatro di Napoli. Voglio dunque persuadermi che questa non pregiudicherà a ciò che lei deve scrivere per Sua Maesta Fidelissima e soprattutto nel ristretto prefissogli tempo. Per questo effetto io nuovamente lo prevengo che per il giorno natalizio di Sua Maestà Fidelissima
6 giugno 1771 lei dovrà scrivere la nuova opera, che molto, e molto mi preme, tanto che nel venturo ordinario gli manderò senza fallo due atti. Lei adunque riparta il suo tempo, e le sue occupazioni, poiché il componimento di quest’opera deve esser qui per la fine di febbraio, o tutt’al più tardi, nei primi giorni di marzo. Tanto mi preme quest’opera, che io non tralascio di affrettare il Martinelli per la terminazione del poetico componimento, che spero sarà di suo aggradimento.
Tutto ciò che deve comporre per
Gradisco l’attenzione di mandare il suo originale dell’Armida, e Sua Maestà lo averà molto a caro. E siccome vorrei già averlo nelle mani, così (qualora non fosse già spedito) gli avviso di spedirlo indipendentemente dal Ministro di Sua Maestà al Signor Nicola Piaggio console in Genova, a cui in questo stesso ordinario, con Reale autorità gli scrivo, ad effetto apra con esso lei corrispondenza, acciò in seguito gli possa dirigere tutta quella voluminosa musica in spartiti, et altro ordinatogli, e da ordinarsegli per servizio di Sua Maestà, sempre però fermo l’ordine, e regola, che la musica che lei compone, e comporrà, sia scritta in carta piccola, e consegnata al Ministro di Sua Maestà per poterla spedire per la posta.
L’aria e duetto del Demofonte, che io gli promisi mandargli, ora più non posso. Credeva Sua Maestà aver presso di sé questo spartito, ma poi rinvenne che lo aveva Sua Maestà
Lo ringrazio dall’amore che mi dimonstra per la mia non tutt’affatto ricuperata salute. Ed esibendomi a tutto ciò che può essere di suo giovamento, con tutta la stima e sincerità di core mi dico.
Di lei stimatissimo Signore
Devotissimo et obbligatissimo servitore.
Para Jommelli Riveretissimo Sig.re e Padrone Coll.mo
30 In un solo ordinario ò ricevuto tre sue carissime lettere
de’ 18, 25 Sett.re e 2 Ottobre prossimi passati; e con queste
tutta la desiderata musica della semiramide, che punto non
dubbito della sua perfezzione, riserbandomi a suo tempo di
darglene giuste relazioni.
Ad effetto che lei viva quieto, e sicuro, io gli avviso,
che qui la sua musica si studia, si gusta, e gli si dà
quella dovuta, e giusta espressione, che lei si eccelentem.te
compone, e marca: le prove sono molte quelle che io
faccio fare, e la diligenza del Sig.r Maestro Gio: cordero
è instancabile; e per sua maggior consolazione gli no=
tifico, che tempo fa, S. M. essendo all’Opera mi disse =
Quanto goderei, che il Jommelli fosse quì presente, e che
sentisse così bene e seguire la sua musica! =
Non cesso di raccommardargli la spedizione
dell’Opera dell’Ezio, approvando l’intrapreso suo stile
di mandare i suoi componimenti di mano in mano che li
và terminando: con questa esatta sua diligenza, e puntua=
lità / che tanto io stimo, ed aggradisco / lei sempre più
si acquistarà la benevolenza di S. M. nostro Augustiss.mo
sovrano, e m’impegnerà a doverlo ancor più proteggere,
e procacciargli vantaggi.
Presentai li rispetosi, ed unili suoi uffici a S.
M. F., che con ecceso di clemenza gli aggradi.
Da una delle dette sue lettere rilevo, il nuovo
impegno a cui lei mi dice esser vicino, col dover com=
porre un’altra opera per il Teatro di Napoli: Voglio
dunque persuadermi che questa non preguidicherà ciò
che lei deve scrivere per S. M. F. e sopra tutto nel
ristretto prefissogli tempo: Per questo effetto io nuovamente
lo prevengo, che per il giorno natalizio di S. M. F.ma6 Giug.º 1771 lei dovra scrivere la nuova opera, che
molto, e molto mi preme; tanto che nel venturo ordinario
gli mandero senza fallo due atti: lei adunque riparta
il suo tempo, e le sue occupazioni, poichè il componi=
mento di quest’Opera deve esser quì per la fine di Febro,
o tutt’al più tardi, nei primi giorni di Marzo: Tanto
mi preme quest’Opera, che io non tralascio di affrettare
il Martinelli per la terminazione del poetico componi=
mento, che spero sarà di suo aggradimento.
Tutto ciò che deve comporre per la Chiesa, pon=
ga a parte, mentre mi preme molto la puntualitá
di ciò che deve fare per il Teatro.
Gradisco l’attenzione di mandare il suo origi=
nale dell’Armida, e S. M. lo averà molto a caro; e
siccome vorrei già averlo nelle mani, così / qual’ora non
fosse gia speditto / gli avviso di spedirlo indipendentem.te
dal Min.º di S. M. al Sig.r Nicola Piaggio console in Ge=
nova, a cui in questo stesso ordinario, con Reale autorità
gli scrivo, ad effetto apra con esso lei corrispondenza,
acciò in seguito gli possa diriggere tutta quella volumi=
nosa musica in spartiti, et altro ordinatogli, e da ordi=
narsegli per serv.º di S. M. sempre però fermo l’or=
dine, e regola, che la musica che lei compone, e com=
porrà, sia scritta in carta piccola, e consegnata al
Ministro di S. M. per poterla spedire per la posta.
L’aria, e duetto del Demofonte, che io gli pro=
misi mandargli, ora più non posso. Credeva S. M.
aver presso di sè questo spartito; ma poi rinverne che
lo aveva S. M. la Reggina; ed essa custodisce con tanta
gelosia la sua musica, che io non ò l’ordine di farsere
ricerca: Questo disordine lo attribuisca alla stima che
si fà alla sua musica.
Lo ringrazio dall’amore, che mi dimonstra per
la mia non tutt’affatto, ricuperata salute; Ed esiben=
domi a tutto ciò che può essere di suo giovamento, con
tutta la stima e sincerità di core mi dico.
Di lei stimatissimo Sig.r
Dev.mo, et oblig.mo servitore.