Sumário
Carta para Jommelli (3 de Abril de 1770)
Ano
1770
Biblioteca/Arquivo
Arquivo Nacional da Torre do Tombo
Cota
AHMF - Casa Real, Livro 2996, f. 25

Dito, 3


Para Jommelli


Riveritissimo Signore e Padrone Colendissimo,


Ho mancato a Vostra Signoria con la continuazone di quella corrispondenza che sempre ha formato e formerà l’obbietto di quella stima che sinceramente professo alla di lei ragguardevolissima persona. E questo a cagione della sinistra contingenza di una violenta e gravissima infermità della mia signora, già ridotta alla estrema unzione stando già alla villeggiatura di Salvaterra, al tempo stesso che io pure mi trovavo oppresso da una febbre catarrale. E per maggior pena dipoi mi sopraggiunse la morte di un mio cognato, fratello della stessa mia moglie, che era lo stipite della casa, senza figli. Mi dò a credere che Vostra Signoria restarà persuasa di queste ragioni e delle mie premure verso la riverita di lei persona.

Già ricevetti tutto, sino alla Marchia. Ora le do parte che la sua Messa nuova sarà cantata in occasione di una festa solenne, che si fa ad onere di una Beata Vergine intitolata Nostra Signora do Cabo, di che ne va impegnato il Principe Nostro Signore.

Altro per ora non dico. E intanto desidero ch’ella resti persuasa como sono, e sarò sempre.      

Di Vostra Signoria

Suo affezionatissimo servo

Bom Sucesso 3 aprile
1770

F.

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D.º 3                P.ª Jommelli –

                                                Riveretiss.mo Sig.re e Padrone Coll.mo

 

                        Ho mancato a V. S. con la continuazone di quella corres=

                        pondenza che sempre ha formato, e formerà l’obbietto

                        di quella stima che sinceramente professo alla di lei ra=

                        guardevolissima persona; e questo a cagione delle sinistra

                        contingenza di una violente, e gravissima infermità della

                        mia signora, già ridotta alla estrema unzione stando già

                        alla villegiatura di Salvaterra, al tempo stesso che io pure

                        mi trovavo oppresso da una febbre catarrale; e per maggior

                        pena dipoi mi sopragiunse la morte di un mio cognato, fra=

                        tello della stessa mia moglie, che era lo stipite della casa,

                        senza figli; mi dò a credere che V. S. restarà persuasa di

                        questa ragioni, e delle mie premure verso la riverita di lei

                        persona.

                                    Già ricevetti tutto, sino alla Marchia. Ora le do

                        parte che la sua Messa nuova sarà cantata in occasione

                        di una festa solenne, che si fa ad onere di una B. V. in=

                        titolata Nostra Signora do Cabo, di che ne va impeg=

                        nato il Principe N.º S.re.              Altro per ora non dico;

                        e intanto desidero ch’ella resti persuasa como sono, e sarò

                        sempre.

                             Di V. S.                                          Suo affezionatiss.mo servo

                        Bomsucesso 3 Aprile                                                  F

                        1770 –