Sumário
Carta de X para Jommelli (16 de Outubro de 1770)
Ano
1770
Biblioteca/Arquivo
Arquivo Nacional da Torre do Tombo
Cota
AHMF - Casa Real, Livro 2996, ff. 27-27v

Dito, dito


Para Jommelli


Riveritissimo Signor Padrone Colendissimo 

Spiacemi infinitamente la sua sofferta indisposizione, e godo altresì del suo ristabilimento. In quanto al mio stato di salute, grazie a Dio, vado a grado a grado rimettendomi.

Con le sue due ultime carissime lettere del 4 ed 11 settembre scorso ho ricevuto l’aria e la cavatina, e spero secondo il suo partecipatomi avviso, di ricevere nel futuro ordinario il resto della musica ordinatagli della Semiramide. Né tralascio di rammemorargli la sollecitudine per l’opera dell’Ezio, per soddisfare alle premure di Sua Maestà Fidelissima nostro comune adorabile sovrano, benché io sia persuaso della sua diligenza ed attenzione in eseguir tutto con puntualità secondo lhe avvisi participatigli.

Quanto prima riceverà l’opera, che presentemente scrive il Martinelli, da rappresentarsi il dì 6 giugno,


 o almeno gli manderò due atti, il primo de’ quali fu letto, aggradito ed approvato da Sua Maestà. Quest’opera è necessario che tutta sia compiuta e spedita nel futuro mese di febbraio 1771 per potersi ricevere nel mese di marzo susseguente, che è il più ristretto, e corto tempo, in cui si possa dar principio alle copie, ripetizioni et altro. Che perciò glie ne partecipo l’avviso anticipato ad effetto che lei possa ripartire li suoi tempi ed occupazioni e che non gli giunga impensata una tal fatica.

Lesse Sua Maestà Fidelissima la sua lettera scritta al Martinelli, ove espresso vi era il capitolo del Jozzi, per cui rispose, che a lei gli era stato già partecipato per mia parte, quanto grata gli è sempre stata la sua musica, e che ne ha ricevuto susseguentemente le riprove con ordinargliene della nuova, e finalmente, che lei viva di buon animo, e che non dia retta alle maledicenze d’un soggetto, di cui lei ne ha sperimentato il costume.

Sua Maestà Fidelissima graziosamente condiscende ancora a dovergli far copiare il richiesto terzetto ed aria del Demofonte, e quanto prima gli saranno da me spediti. Né il Sacchini, né il Piccini, né verun’altro, fuori che lei, ha ricevuto commissioni di compor musica di veruna sorte per questa Real Corte. Il Martinelli scoprì qualche cosa, ove potessero aver sorgente simili vantate commissioni, ed io poi ne resi informato Sua Maestà [che] il detto Martinelli glielo notificherà con sua lettera.

Voglio credere che la sua indisposizione gli abbia levato di memoria di notificarmi la spedizione della copia della sua opera l’Armida scritta in Napoli richiestami già da Sua Maestà, e molto mi rincrescerebbe se per altro canale qui giungesse, pria ch’io da lei la ricevessi. Non manchi adunque di diligenza, e me ne dia qualche avviso. Come ancora, se ha ricevuto il rimborso di sue spese, che già gli ottenni da Sua Maestà ed in seguito ordinato al suo Ministro in Napoli.

Resto al suo comando, e con tutta la stima mi dico di lei.

Devotissimo e Colendissimo Servitore 

Belem li 16 ottobre 1770

 

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                        Para Jommelli

D.º d.º                                     Riveretissimo Sig.re Padrone Coll.mo

 

                        Spiacemi infinitamente la sua sofferta indisposi=

                        zione, e godo altre si del suo ristabilimento. Inquanto

                        al mio stato di salute, grazie a Dio, vado agrado agrado

                        rimettendomi.

                                    Con le sue due ultime carissime lettere de 4, ed 11

                        Sett.e scorso ò ricevuto l’aria, e la cavatina, e spero se=

                        condo il suo partecipatomi avviso, di ricevere nel futuro

                        ordinario il resto della musica ordinatagli della semiramide;

                        ne tralascio di rammemorargli la sollecitudine per l’opera

                        dell’Ezio, per sodisfare alle premure di S. M. F. nostro co=

                        mune adorabile sovrano, benchè io sia persuaso della sua

                        diligenza; ed attenzione in eseguir tutto con puntualita se=

                        condo lhe avvisi partecipatigli.

                                    Quanto prima riceverà l’opera, che presentemente

                        scrive il Martinelli, da rappresentarsi il di 6 Giugno, o


                        o almeno gli manderó due atti, il primo de' quali

                        fu letto, aggradito, ed approvato da S. M. Quest’Ope=

                        ra è necessario, che tutta sia compita, e spedita nel

                        futuro mese di Febro 1771 per potersi ricevere nel mese

                        di Marzo susseguente, che è il più ristretto, e corto

                        tempo, in cui si possa dar principio alle copie, repe=

                        tizioni, et altro. Che percio gle ne partecipo l’avviso

                        anticipato ad effetto, che lei possa ripartire li suoi

                        tempi, ed occupazzioni, e che non gli giunga impen=

                        sata una tal fatica.

                                    Lesse S. M. F. la sua lettera scritta al Mar=

                        tinelli, ove espresso vi era il Capitolo del Jozzi, per cui

                        rispose, che a lei gli era stato gia partecipato per mia

                        parte, quanto grata gli è sempre stata la sua musica,

                        e che ne à ricevuto susseguentemente le riprove con

                        ordinarglene della nuova, e finalmente, che lei viva

                        di buon animo, e che non dia retta alle maledicenze d’

                        un soggetto, di cui lei ne à sperimentato il costume.

                                    S. M. F. graziosamente condescende ancora

                        à doveriegli far copiare il richiesto terzetto ed aria del

                        Demofonte, e quanto prima gli saranno da me spedite.

                                    Nè il Sacchini, nè il Piccini, nè verun’altro,

                        fuori che lei, à ricevuto commissioni di compor musica

                        di veruna sorte per questa Real Corte: Il Martinelli

                        scoprì qualche cosa, ove potessero aver sorgente simili

                        vantate commissioni, ed io poi ne resi informato S. M.

                        il d.º Martinelli gle lo notificarà con sua lettera.

                                    Voglio credere, che la sua indisposizione gli

                        abbia levato di memoria di notificarmi la spedizione

                        della copia della sua Opera L’Armida scritta in Na=

                        poli richiestami già da S. M., e molto mi rincrescerebbe

                        se per altro canale qui giungesse, pria ch’io da lei

                        la ricevessi: Non manchi adunque di diligenza, e

                        me ne dia qualche avviso; come ancora, se à ricevuto

                        il rimborso di sue spese; che già gli ottenni da S.

                        M. ed in seguito ordinato al suo Ministro in Na=

                        poli. Resto al suo comando, e con tutta la stima mi

                        dico di lei.

                                                            Devotiss.mo e Coll.mo Servitore

 

                        Belem li 16 Ott.bro 1770