- Sumário
- Carta de X para Jommelli (16 de Outubro de 1770)
- Ano
- 1770
- Biblioteca/Arquivo
- Arquivo Nacional da Torre do Tombo
- Cota
- AHMF - Casa Real, Livro 2996, ff. 27-27v
Dito, dito
Para Jommelli
Riveritissimo Signor Padrone Colendissimo
Spiacemi infinitamente la sua sofferta indisposizione, e godo altresì del suo ristabilimento. In quanto al mio stato di salute, grazie a Dio, vado a grado a grado rimettendomi.
Con le sue due ultime carissime lettere del 4 ed 11 settembre scorso ho ricevuto l’aria e la cavatina, e spero secondo il suo partecipatomi avviso, di ricevere nel futuro ordinario il resto della musica ordinatagli della Semiramide. Né tralascio di rammemorargli la sollecitudine per l’opera dell’Ezio, per soddisfare alle premure di Sua Maestà Fidelissima nostro comune adorabile sovrano, benché io sia persuaso della sua diligenza ed attenzione in eseguir tutto con puntualità secondo lhe avvisi participatigli.
Quanto prima riceverà l’opera, che presentemente scrive il Martinelli, da rappresentarsi il dì 6 giugno,
Lesse Sua Maestà Fidelissima la sua lettera scritta al Martinelli, ove espresso vi era il capitolo del Jozzi, per cui rispose, che a lei gli era stato già partecipato per mia parte, quanto grata gli è sempre stata la sua musica, e che ne ha ricevuto susseguentemente le riprove con ordinargliene della nuova, e finalmente, che lei viva di buon animo, e che non dia retta alle maledicenze d’un soggetto, di cui lei ne ha sperimentato il costume.
Sua Maestà Fidelissima graziosamente condiscende ancora a dovergli far copiare il richiesto terzetto ed aria del Demofonte, e quanto prima gli saranno da me spediti. Né il Sacchini, né il Piccini, né verun’altro, fuori che lei, ha ricevuto commissioni di compor musica di veruna sorte per questa Real Corte. Il Martinelli scoprì qualche cosa, ove potessero aver sorgente simili vantate commissioni, ed io poi ne resi informato Sua Maestà [che] il detto Martinelli glielo notificherà con sua lettera.
Voglio credere che la sua indisposizione gli abbia levato di memoria di notificarmi la spedizione della copia della sua opera l’Armida scritta in Napoli richiestami già da Sua Maestà, e molto mi rincrescerebbe se per altro canale qui giungesse, pria ch’io da lei la ricevessi. Non manchi adunque di diligenza, e me ne dia qualche avviso. Come ancora, se ha ricevuto il rimborso di sue spese, che già gli ottenni da Sua Maestà ed in seguito ordinato al suo Ministro in Napoli.
Resto al suo comando, e con tutta la stima mi dico di lei.
Devotissimo e Colendissimo Servitore
Belem li 16 ottobre 1770
Para Jommelli
D.º d.º Riveretissimo Sig.re Padrone Coll.mo
Spiacemi infinitamente la sua sofferta indisposi=
zione, e godo altre si del suo ristabilimento. Inquanto
al mio stato di salute, grazie a Dio, vado agrado agrado
rimettendomi.
Con le sue due ultime carissime lettere de 4, ed 11
Sett.e scorso ò ricevuto l’aria, e la cavatina, e spero se=
condo il suo partecipatomi avviso, di ricevere nel futuro
ordinario il resto della musica ordinatagli della semiramide;
ne tralascio di rammemorargli la sollecitudine per l’opera
dell’Ezio, per sodisfare alle premure di S. M. F. nostro co=
mune adorabile sovrano, benchè io sia persuaso della sua
diligenza; ed attenzione in eseguir tutto con puntualita se=
condo lhe avvisi partecipatigli.
Quanto prima riceverà l’opera, che presentemente
scrive il Martinelli, da rappresentarsi il di 6 Giugno, o
o almeno gli manderó due atti, il primo de' quali
fu letto, aggradito, ed approvato da S. M. Quest’Ope=
ra è necessario, che tutta sia compita, e spedita nel
futuro mese di Febro 1771 per potersi ricevere nel mese
di Marzo susseguente, che è il più ristretto, e corto
tempo, in cui si possa dar principio alle copie, repe=
tizioni, et altro. Che percio gle ne partecipo l’avviso
anticipato ad effetto, che lei possa ripartire li suoi
tempi, ed occupazzioni, e che non gli giunga impen=
sata una tal fatica.
Lesse S. M. F. la sua lettera scritta al Mar=
tinelli, ove espresso vi era il Capitolo del Jozzi, per cui
rispose, che a lei gli era stato gia partecipato per mia
parte, quanto grata gli è sempre stata la sua musica,
e che ne à ricevuto susseguentemente le riprove con
ordinarglene della nuova, e finalmente, che lei viva
di buon animo, e che non dia retta alle maledicenze d’
un soggetto, di cui lei ne à sperimentato il costume.
S. M. F. graziosamente condescende ancora
à doveriegli far copiare il richiesto terzetto ed aria del
Demofonte, e quanto prima gli saranno da me spedite.
Nè il Sacchini, nè il Piccini, nè verun’altro,
fuori che lei, à ricevuto commissioni di compor musica
di veruna sorte per questa Real Corte: Il Martinelli
scoprì qualche cosa, ove potessero aver sorgente simili
vantate commissioni, ed io poi ne resi informato S. M.
il d.º Martinelli gle lo notificarà con sua lettera.
Voglio credere, che la sua indisposizione gli
abbia levato di memoria di notificarmi la spedizione
della copia della sua Opera L’Armida scritta in Na=
poli richiestami già da S. M., e molto mi rincrescerebbe
se per altro canale qui giungesse, pria ch’io da lei
la ricevessi: Non manchi adunque di diligenza, e
me ne dia qualche avviso; come ancora, se à ricevuto
il rimborso di sue spese; che già gli ottenni da S.
M. ed in seguito ordinato al suo Ministro in Na=
poli. Resto al suo comando, e con tutta la stima mi
dico di lei.
Devotiss.mo e Coll.mo Servitore
Belem li 16 Ott.bro 1770