- Sumário
- Carta de Pedro Botelho para Niccolò Jommelli (27 de Junho de 1768)
- Ano
- 1768
- Biblioteca/Arquivo
- Arquivo Nacional da Torre do Tombo
- Cota
- AHMF - Casa Real, Livro 2996, ff. 10-11
Para Niccolò Jommelli
Per la di lei stimatissima del 1º dello scorso aprile ho ricevuto la notizia della malattia che ella ha sofferto per qualche tempo lo che mi fu di sommo dispiacere per l’amicizia che le professo sendomi molto a cuore la conservazione della di lei salute.
Ho ricevuto il primo involto e con esso i suoi giudiziosi avvertimenti i quali mi furono di somma soddisfazione mentre si rileva da essi la buona intelligenza del dramma, la proprietà dell’azione ed i competenti andamenti della musica.
Intorno al viaggio di cui ella mi scrisse non trovo luogo da potermi lusingare di una buona riuscita.
L’orchesta di Sua Maestà Fidelissima è di tal maniera unita e discreta nel chiaro e oscuro di suoi andamenti che tutti i signori forestieri che qui la sentono le danno mille lodi ed il nostro Jozzi che cantò nelle due opere Enea nel Lazio e Pelope rimase assai contento della maniera
con che le ha poste in scena un certo giovane Portoghese per nome Giovanni Cordeiro compositore e suonatore di cembalo di gran mano il quale è molto appassionato della di lei musica procurando sempre quando scrive d’imitare nel possibile lo squisito gusto della di lei musica. Manco male che abbiamo questo soccorso nella presente impossibilità di poter avere la fortuna della sua interessante assistenza.
Intorno alle offerte della sua persona e facoltà in qualunque luogo ella si ritroverà non mancherò di usare tutta la mia efficacia nel servirla.
Il fuoco nella caduta di Fetonte mi pare difficile di ben riuscire e perciò la prego di domandare al macchinista del teatro di Louisbourg come eseguì il suddetto fuoco e di quale materiali si servì per esso. E come il gran numero di comparse che entravano in questa opera mi sorprende perciò desidererei sapere l’estensione del palco scenico in piedi francesi o palmi romani, ed a parte la misura dello sfondato del teatro avanti il terremoto di Lisbona aveva Sua Maestà Fidelissima aveva un gran vaso di teatro attaccato al suo palazzo della suddetta città, ma ora si serve di uno più piccolo situato appresso alla sua abitazione del sito della Ajuda perciò è d’uopo adattarsi alla sua grandezza riguardo al numero delle comparse. Il nostro Jozzi di cui ella mi parla nella sua stimatissima è stato molto gradito da Sua Maestà tanto per l’ottimo portamento di voce quanto per la sua gran scienza nella musica, qualità che lo resero degno del titolo di musico valoroso. Egli fu accordato per sei anni, i quali terminano nel principio dell’anno venturo.
Ultimamente fu scritturato per servizio di Sua Maestà Fidelissima un primo soprano chiamato Carlo Reina il quale ha buona voce e grande estensura di corde, buona figura e buona azione. Ed in Italia aveva grido, avendo recitato nel teatro di Napoli ed in altri, ed ultimamente si ritrova nel teatro di Padova, dove finisce le sue recite per indi venire in Portogallo.
In data dei 14 maggio ho ricevuto un’altra lettera da lei scritta ove m’assicura la rimessa del 2º involto e di là a otto giorni quella del 3º. Con questa ho ricevuto ancora le spiegazioni delle consequenti opere del secondo involto. Di giorno in giorno sto aspettando l’arrivo degli anzidetti involti. E qui sempre disposto
a servirla sono con tutta la stima di Vostra Signoria Reverendissima.
Lisbona 27 giugno 1768
Affezionatissimo Servitore ed Amico
Pedro José da Silva Botelho
P.S. Se desidera una messa con tutti gli strumenti di corda e di fiato fatta di pianta da lei per cantarsi nel mese di novembre di quest’anno la quale sarà pagata di fuora parte dei nostri involti, spero che lei mi certifichi nella sua risposta di che resta da lei accetta questa nuova commissione.
Stiamo grazie a Dio, nel 19 di luglio per confermarle la mia ultima lettera della quale la suddetta è copia. E accresce di più che fuori di ciò che è notato nel P.S. della suddetta in cerca la messa raccomandata si vuole che nella stessa cia sia un terzetto ove c’entri la parte di basso, perché abbiamo qui un basso eccellente per nome Taddeo Puzzi che ultimamente venne di Napoli per il servizio di Sua Maestà Fidelissima, il quale ha una voce di qualità di vero basso molto flessibile che si appiana quanto vuole e nei forti si sente molto senza strillare, con un’estensione di corde spaventosa. E perché lei veda la sua maniera di cantare le rimetto a chiuso il solo d’una messa fatta poc’anzi da Giovanni Cordeiro, menzionato sopra il quale regola tutte le opere di Sua Maestà Fidelissima o siano serie o siano buffe con applauso e soddisfazione delle Maestà Loro, e di tutta la corte. Come si desidera ancora in questa messa un solo fatto apposta per il primo soprano nuovo Carlo Reina, le mando notate le corde del suddetto nella facciata prima del solo di basso, acciocché lei si possa regolare. Come questa messa ha da servire in una festa distinta si chiede una sinfonia di due allegri e andantino in mezzo.
Adesso m’accorse che sarebbe a proposito trattare del prezzo della suddetta messa una volta che siamo in apertura di sincera amistà, perché così restiamo senza motivo di veruna dubbiezza.
D.º 27 Para Nicolò Jommelli.
Per la di lei stimatissima del 1º dello scorso Aprile ho
ricevuto la notizia della mallattia che ella ha sofferto per
qualche tempo, lo che mi fú di sommo dispiacere per l’ami-
cizia che le professo, sendomi molto a cuore la conserva
zione della di lei salute.
Ho ricivuto il primo involto e con esso i suoi giu-
diziosi avertimenti, i quali mi furono di somma soddisffazione,
mentre si rileva da essi la buona intelligenza del Dramma,
la proprietà dell’azione, ed i competenti andamenti della
musica.
Intorno al viaggio di cui ella mi scrisse non trovo
luogo da potermi lusingare di una buona riuscita.
L’orchesta di S. M. F. è di tal maniera unita,
e discreta nel chiaro e oscuro di suoi andamenti, che tutti
i signori Forestieri che qui la sentono le danno mille
lodi: Ed il nostro Jozzi che cantò nelle due opere Enea
nel Lazio, e Pelope rimase assai contento della maniera
con che le ha poste in Scena un certo giovane Portoghese
per nome Giovanni Cordeiro compositore e suonatore di cem-
balo di gran mano, il quale è molto appassionato della di
lei musica, procurando sempre quando scrive d’imitare
nel possibile l’esquisito gusto della di Lei Musica: Man-
co male, che abbiamo questo soccorso nella presente im-
possibilità di poter avere la fortuna della sua interes-
sante assistenza.
Intorno alle offerte della sua persona, e facoltà in
qualunque luogo ella si ritroverà non mancherò di usare
tutta la mia efficacia nel servirla.
Il fuoco nella caduta di Fetonte mi pare diffici-
le di ben riescire; e perciò la prego di domandare al Macchinis-
ta del Teatro di Louisbourg come eseguì il suddetto fuoco, e
di quali materiali si servì per esso: E come il gran numero
di Comparse, che entravano in questa opera, mi sorprende,
perciò desiderarei sapere l’estensione del palco scenico in
piedi Francesi, o palmi romani; ed a parte la misura dello
sfondato del Teatro. Avanti il Terremoto di Lisbona
aveva S. M. F. un gran vaso di Teatro attaccato al suo
Palazzo della suddetta Città; ma ora si serve d’uno più
piccolo situato appresso alla sua abitazione del sito della
Ajuda; percio è duopo adattarsi alla sua grandeza ri-
guardo al numero delle Comparse. Il nostro Jozzi di cui
ella mi parla nella sua stimatissima è stato molto gradito
da S. M. tanto per l’ottimo portamento di voce, quanto
per la sua gran scienza nella musica, qualità che lo
resero degno del titolo di musico valoroso. Egli fú accordato
per sei anni, i quali terminano nel principio dell’anno
venturo.
Ultimamente fu scritturato per servizio di S.
M. F. un primo soprano chiamato Carlo Reyna il quale
hà buona voce, e grande estensione di corde, buona figura,
e buona azione; ed in Italia aveva grido, avendo recitato
nel Teatro di Napoli, ed in altri, ed ultimamente si ritrova
nel teatro di Padova, dove finisce le sue recite per indi
venire in Portogallo.
In data dei 14 Maggio ho ricevuto un’altra
lettera da lei scrita, ove m’assicura la rimessa del
2º involto, e di là a otto giorni quella del terzo. Con questa
ho ricevuto ancora le spiegazioni delle consequente opere
del Secondo involto. Di giorno in giorno sto aspettando
l’arrivo degli anzidetti involti. E qui sempre disposto
1768 a Servirla,sono con tutta la stima. 11
di Vostra Signoria Reverendissima.
Di V.S. Rev.ma Aff.mo Ser.e ed Amico
Lisbona 27 Giugno 1768
Pedro José da Silva Botelho
P.S. Se desidera una messa con tutti gli stromenti
di corda, e di fiato fatta di pianta da lei per cantarsi
nel mezze di Novembre di quest’anno, La quale sarà pa-
gata di fuora parte dei nostri involti, spero che lei mi
certifiche nella sua risposta di che resta da lei accetta ques-
ta nuova commissione.
Stiamo, grazie a Iddio, nel 19 di Luglio per
confermarli la mia ultima lettera della quale la suddetta
è copia; e accresce di più che fuori di ciò che è notato
nel P.S. della suddetta, in cerca la messa raccomandata
si vuole che nell’istessa cia sia un terzetto ove c’entre la
parte di basso, perché abbiamo qui un basso eccellente per
nome Taddeo Puzzi che ultimamente venne di Napoli per
il servizio di S. M. F., il quale ha una voce di qualità di
vero basso, molto flessibile che si apiana quanto vuol, e
nei forti si sente molto senza strillare, con una stensione
di corde spaventosa. E perché lei veda la sua maniera
di cantare le rimetto acchiuso il solo d’una messa fatta poc-
anzi da Giovanni Cordeiro menzionato sopra, Il quale regula
tutte l’opere di S. M. F. o siano serie, o siano buffe con
aplauso e sodisfazione delle Maestà Loro, e di tutta la
Corte. Come se desidera ancora in questa messa un solo
fatto a posta per il primo soprano nuovo Carlo Reyna,
li mando notatte le corde del suddetto nella facciata pri-
ma del solo di basso, a ciò ché lei si possa regolare. Co-
me questa messa ha da servire in una festa distinta, si-
chiede una sinfonia di due allegri e andantino in mezzo.
Adesso m’accorse che sarebbe a proposito
tratar del prezzo della suddetta messa, una volta che siamo
in apertura di sincera amistà, perche così restiamo senza
motivo di veruna dubbiezza.