Sumário
Carta de Pedro Botelho para N. Jommelli (3 de Novembro de 1772)
Ano
1772
Biblioteca/Arquivo
Arquivo Nacional da Torre do Tombo
Cota
AHMF - Casa Real, Livro 2996, f. 41v

Novembro, 3


Para Jommelli,

 

Ieri l’altro mi fu capitata una di lei lettera del 8 settembre dell’anno corrente in riposta della mia scritta al Signor suo Fratello il quale mi dispiace che si trova tanto attacato dalla podraga in Aversa, e Dio vorrà guarirlo come desidero, e a lui conviene. Lei dice d’avermi scritto dopo quella di dicembre dell’anno passato della mano del Signor Fratello nel 5 maggio passato, nella quale lei mi parlava della copia di alcune opere, e l’altra in 8 luglio scritta da Napoli di questo suo carattere simili a questo della presente sua lettera, con la quale lei parlava delle stufe che stava prendendo com molto profitto della sua salute, oltre la notizia della partenza del nostro Ministro il Signor di Sá, in che lei mi pregava di fargli sapere come doveva regolarsi per l’avvenire. E che di questa particolarmente sperava d’averne presto qualche risposta.
Quella che io posso adesso darli è che queste due lettere non mi sono sin adesso consegnate nelle mie mani, ma ciò che per ora gli posso dire è che nonostante la partenza del suddetto Ministro non so che si abbia passato niente di nuovo, ma per le poste venture starò piú illuminato, e potró dirle qualche cosa di più. Già mi trovava qui informato di che lei passava molto meglio della sua malattia, e che aveva composta questa cantata di che lei adesso mi rende ancora informato, e mi dispiace che questa notizia non mi sia stata data per lei prima, perché avria gran piacere d’aver il gusto d’esser il primo a saperlo. Stimo molto che lei stia in stato di poter seguitare la fatica della Clelia, benché sia con l’ incomodo di usare di mettere le parole da strana mano. Quando lei potrà mandare le porzioni fatte in carta piccola si intenderà con il Signor Giovanni Piaggio di Genova a cui scrivo ancora per comettere le rimesse consapute.  Come lei mi dice lavorava già sopra  Il trionfo di Clelia mi lusingho d’aver qualche buona porzione ben presto. Resto sempre per servirla mentre mi dico di lei.Amico eccetera

Belém 3 novembro 1772
 

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1772                           Para Jommelli

Nov.ro 3          Ieri l’altro mi fú capitata una di lei lettera del 8

                       Setembre dell’anno corrente in riposta della mia scrita

                       al Sig.r suo Fratello il quale mi dispiace che si trove tanto

                       atacato della podrága in Aversa, e Dio vorrá guarirlo

                       come desidero, i a lui conviene.            Lei dice d’avermi

scrito dopo quella di Decembre dell’anno passato della

mano del Sig.r Fratello nel 5 Maggio passato, nella

quale lei mi parlava della copia di alcune opere, e

l’altra in 8 Luglio scrita da Napoli di questo suo

carattere simili a questo della presente sua lettera, con

la qualle lei parlava delle stuffe che stava prendendo

com molto profito della sua salute, oltre la notizia della

partenza del nostro Ministro il Sig.r di Sá, in che lei

mi pregava di fargli sapere come doveva regolarse

per l’avvenire. E che di questa particolarmente

sperava d’averne presto qualche risposta.

            Quella che io posso adesso darli è che questa due

Lettera non mi sono sin adesso consignate nelle mie

mani, ma ció che per ora gli posso dire è che non os=
            tante la partenza del sud.º Ministro non so che si abia

passato niente di nuovo, ma per lei poste venture staró piú

illuminato, e potró dirle qualche cosa di piú. Giá mi

trovava qui informato di che lei passava molto meglio

della sua malatia, e che aveva composta questa canta-

ta di chei lei adesso mi rende ancora informato, e mi

dispiace che questa notizia non mi sia stata data per

lei prima, perche avria gran piacere d’aver il gusto

d’esser il primo a saperlo. Stimo molto che lei stia

in stato di poter seguitare la fatica della Clelia, ben

che sia col incomodo di usare di metere le parole da

strana mano. Quando lei potra mandare le porzioni

fate in carta picola si intenderá col il Sig.r Gio. Piaggio

di Genova a chi scrivo ancora per cometergli li rimesse

con sapute.  Come lei mi dice laborava già sopra

il Trionfo di Clelia mi lusingho d’aver qualche buona

porzione ben presto.                Resto sempre per servirla mentre

mi dico de lei.                          Amico &

Bellem 3 Novembro 1772