Sumário
Carta de Pedro Botelho para Jommelli (19 de Outubro de 1768)
Ano
1768
Biblioteca/Arquivo
Arquivo Nacional da Torre do Tombo
Cota
AHMF - Casa Real, Livro 2996, ff. 16-16v

1768

 

Outubro, 19

 

Para Jommelli,

 

Riveritissimo Signor Padrone Colendissimo. 

È grande il giubilo che mi vien participato dalle di lei stimatissime lettere, e non meno della sua gustosa ripetizione. Ho inteso tutto, e mi consolo della risoluzione presa da Vostra Signoria in circa la messa di pianta che io aspetto con impazienza e gran piacer. Secondo il calcolo da lei fatto, credo d’averla qui sino al fine dell'estante mese di ottobre. Così lo spero per poterne servire nel mese di novembre venturo, secondo l’avviso da me fatto nelle mie trascorse lettere.
Vedo la gran premura d’una serenata di pianta ed una opera per il giorno natalizio di Sua Altezza Serenissima e vedo all’istesso tempo la sua gentilezza quanto a non guardare a qualunque ostacolo per entrar nell’impegno di far la sopraddetta messa intiera. Di tutto li resto obbligatissimo, e con il maggior desiderio di secondar tutte le sue bramose pretensioni. Subito che ho ricevuta la prima sua stimatissima, feci scrivere al Signor Almada a Venezia, per sollecitare da parte del mio augustissimo Padrone la facoltà ossia licenza del Riveritissimo Padre Maestro Vazquez Generale di tutto l’ordine Agostiniano a favore del suo Signor fratello. Adesso si tratterà dell’aggiunta della 2.ª proposizione per ottenere li privilegi di ex-assistente di sua religione, e tutti li altre prerogative consapute. Tutto mi lusingo ottenere senza dubbio veruno, e lei può assicurarsi sotto la mia parola, e la gran voglia che mi prendo di servirla. Al nostro Ministro Giovanni Cordeiro ho partecipata la graziosa sua attenzione. Lui è il primo ammiratore delle sue scientifiche e gustose composizioni. E ancora attende la sua messa con somma consolazione e piacer.

Quanto a quel Martelli di Bologna di che lei mi parla, non so nulla: e solo li assicuro che per nissuna altra via si tratterebbe questo affare se fosse vero. Per quel che appartiene all’altro Poeta il Signor Gaetano Martinelli di che lei fa tante espressioni del suo talento, io mi comformo tanto con la sua elezione che subito lo proposi al mio graziosissimo Padrone dal quale ho ottenuta la permissione di farlo venire coll’istesso onorario dei 300 zecchini menzionati nella 2ª sua stimatissima, cioè l’istesso che adesso avanza nel servizio di Sua Altezza Serenissima: con obbligo di fare qui in tutto l’istesso che


adesso fa nella Corte della suddetta Altezza Serenissima. A qual fine ho fatto passare tutti li ordini necessari per essere condotto a Lisbona. Essendo l’intesso nostro Console d’Amsterdam quello che dirà al Signor Brentano di suddetto Amsterdam, che ha ordine per pagar al suddetto Signor Martinelli il viaggio di terra fino a Amsterdam e quel di mare sino a Lisbona. E quando il suddetto Signor Martinelli arrivarà qui, allora faremo l’epoca per 3 anni, come lei mi propone nella sua ultima consaputa. Il Signor Brentano d’Amsterdam avvisarà subito all’altro de Louisbourg acciocché possa lei e il suddetto Signor Martinelli esser inteso di tutto.
Resto sempre disposto a servirla, e con tutta la stima mi dico di Vostra Signoria Riveritissima Affezionatissimo servitore ed amico.

Belém 19 ottobre 1768

Pedro José Silva Botelho 

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1768                            Para Jommelli

Outr.º 19                     Riveretiss.mo Sig.r Padrone Coll.mo

 

                        É grande il jubilo che mi vien participato dalle

                        di lei stimassime lettere, e non meno della sua gos-

                        tosa repitizione. Ho inteso tutto, e mi consolo della

                        resoluzione presa da VS. In circa la messa di pianta

                        che io aspetto con impazienza, e gran piacer. Secondo

                        il calculo da lei fatto, credo d’averla qui sino al
                        fine dell'estante meze d'Ottobre. Così lo spero per

                        poterne servire nel meze di novr.e venturo, secondo l’

                        avizo da me fatto nelle mie trascorre lettere.

                                    Vedo la gran premura d’una serenata di pianta

                        ed una opera per il giorno natalizio di S. A. S. e

                        vedo all’istesso tempo la sua gentileza quanto a nom

                        guardare a qualunque o staculo per entrar nell’im=

                        pegno di far la siprad.ª messa intiera. Di tutto li

                        resto obligatissimo, e con il maggior desiderio di se=

                        condar tutte le sue bramose pretensioni. Subito che

                        hó ricevuta la prima sua stimatissima, feci scri=

                        vere al Sig.r Almada a Venissa, per solecitare di

                        parte del mio augustissimo Padrone la facoltá ó

                        sia licenza del R.mo Padre Maestro Vazquez

                        generale di tutto l’ordine Augostiniano a favore

                        del suo Sig.r fratello. Adesso si tratara dell’agiunta

                        della 2.ª proposizione per ottenere li privilegi di

                        ex = assistente di sua religione, e tutti li altre

                        prerogative consaputte. Tutto mi lusingo ottenere

                        senza dubbio veruno; e lei può assi curarse sotto la

                        mia parola, e la gran voglia che mi prendo di ser=

                        virla.       Al nostro virtuoso Giov: Cordero hó partici=
                        pata la graziosa sua attenzione. Lui è il primo

                        amiratore delle sue scientifiche e gostose composi=

                        one. E ancora attende la sua messa con soma cons=

                        solazione; e piacer.

                                    Quanto a quel Martelli di Bologna di

                        che lei mi parla, non só nulla: e sólo li assicuro

                        che per nissuna altra via si tratarebbe questo affa=

                        re se fosse vero. Per quel che appartiêne all’

                        altro Poeta il Sig.r Gaetano Martinelli di che lei

                        fá tante spressioni del suo talento, io mi comfor=

mo tanto con la sua elezzione che subito lo pro=

pose al mio graziosimo P.ne dal quale hó obtenuta

la permissione di farlo venire coll’istesso onorario

dei 300 zecchini menzionati nella 2ª sua stimatiss.ma,

ciò è l’istesso che adesso avanza nel servizio di S.

A. S: con obligo di fare qui in tutto l’istesso che


adesso fa nella Corte della sud.ª A. S. A qual fine

hó fatto passare tutti li ordini necessarii per essere

condotto a Lisbona: Essendo l’intesso nostro Con=

sule d’Amsterdam quello che dirà al Sig.r Bren=

tano di sud.º Amsterdam, che ha ordine per pa=

gar al sud.º Sig.r Martinelli il viaggio di terra

fino a Amsterdam, e quel di mare sino a Lis=

bona. E quando il sud.º Sig.r Martinelli arrivará

qui, allora faremo l’apoca per 3 anni, come lei

mi propone nella sua ultima consaputa. Il

Sig.r Brentano d’Amsterdam avisarà subito all’

altro de Louisbourg a ciò che possa lei e il sud.º

Sig.r Martinelli esser inteso di tutto.

Resto sempre disposto a servirla, e con tutta

la stima mi dico di V. S. Riveritissima

                                     Aff.mo servitore ed amico

Bellem 19 Ottobre 1768                      P. J. S. B.